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Incontri

     

I gruppi che tengono Riunioni Aperte sono:

Primo venerdì del mese a Jesi ore 21.00

Terzo lunedì del mese a Collemarino ore 18.30

Ultimo lunedì del mese ad Ascoli Piceno ore 19.00

Ultimo mercoledì del mese a Ancona "Tre Rose" ore 21.00

Ultimo venerdì del mese a San Benedetto del Tronto ore 19.00

Ultimo sabato del mese a Macerata ore 17.30
(da confermare mese per mese)

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Informazioni riguardo la Riunione Aperta : 

A tali riunioni la partecipazione è aperta a chiunque sia interessato a conoscere meglio il nostro programma di recupero.
Gli “esterni” che partecipano ad una “riunione aperta” possono essere:
1) “alcolisti non A.A” che non conoscono l’Associazione, che appartengono ad altre Associazioni;
2) “dipendenti non alcolisti”, con altre forme di dipendenza (ad esempio membri di altre Associazioni dei 12 Passi);
3) “ospiti” in genere (familiari, amici, medici, giornalisti, sacerdoti, rappresentanti delle istituzioni, docenti, studenti, ecc…).

L'Anonimato tutela ogni partecipante alla riunione.

Anche in tempi recenti si tende a confondere l'anonimato dei singoli alcolisti anonimi con quello dell'associazione stessa, facendola quasi passare per una sorta di setta segreta i cui affiliati si incontrano di nascosto per celebrare chissà quali misteriosi rituali. Naturalmente, non è così.  

La pubblicazione del libro Alcolisti Anonimi, nel 1939, non solo permise all'associazione di crescere rapidamente moltiplicando in maniera prodigiosa i suoi gruppi, ma le consentì appunto di uscire dall'anonimato rendendola presto nota alla comunità medico scientifica e, grazie anche al grande interessamento dei media, all'opinione pubblica e ai diretti interessati, prima in America e poi in tutto il mondo.

Ciò premesso, ancora sul nostro anonimato, vogliamo evidenziare come esso sia uno dei pilastri su cui è costruito il nostro Programma di recupero. Non c'è dubbio che sia nato come figlio della paura: all'epoca in cui gli alcolisti venivano considerati dei degenerati, o nella migliore delle ipotesi dei matti, non c'è da stupirsi che coloro che riuscivano a recuperarsi non amassero particolarmente pubblicizzare la loro appartenenza a un'associazione costituita esclusivamente da alcolisti, anche se non più attivi.  

Non esistono ancora forti pregiudizi nei confronti dell'alcolista anche oggi? Non è forse vero che una parte dell'opinione pubblica rimane tuttora ancorata a modelli culturali ormai ampiamente superati? E' pertanto abbastanza comprensibile che per molti che si avvicinano ai gruppi l'anonimato, oggi come allora, costituisca una concreta garanzia soprattutto nei primi approcci. 

Ma al di là di questo aspetto, l'anonimato assume per noi A.A. un altro e più profondo significato spirituale. All'interno di un gruppo si è tutti uguali, a prescindere dalla cultura, dalla posizione sociale, dalla situazione economica in cui si versa, da qualunque cosa uno abbia commesso in passato a ciò che è al presente: tutti vengono accettati e considerati allo stesso modo, nessuno può essere giudicato o escluso. 

A livello pubblico anonimato significa invece rinuncia; rinuncia alle richieste, talvolta imperiose per l'alcolista, che vengono sollecitate dal suo egocentrismo e che lo portano all'isolamento, all'indifferenza per gli altri, all'invidia, al rancore per accostarsi, inizialmente in maniera inconsapevole, a quell'umiltà che è la vera chiave dell'intero Programma. Significa rinunciare alle luci della ribalta per "servire" l'associazione in silenzio, paghi della grande ricompensa che si riceve aiutando gli altri e imparando ad amarli.

 

Aggiornamento del 3gennaio2016